"Cosa gli interessi essere, peraltro, costituisce un'altra variazione sullo stesso elusivo problema con cui è stato dianzi alle prese. Lui riesce meglio, constata, a definire le proprie assenze: autoconoscenza per negazione o eliminazione. Pensa che se riuscisse a scartare un numero sufficiente di false piste o di diversioni improduttive - non sono un giocatore di golf, non sono un dadaista, non sono un idraulico, non sono un travestito (anche se sono stato tentato) - potrebbe alla fine definirsi con ciò che rimane. Le pecche di questa procedura sono evidenti anche a Harry, ma lui ha sempre trovato più facile il diniego, il disconoscimento, il disimpegno. Sa che questo non va bene, ammette che è un difetto, ma al tempo stesso non ne soffre abbastanza per fare diversamente. Nonostante i suoi sforzi migliori - che, Harry è il primo ad ammettere, non sono gran cosa - sembra che tutte le stade non portino a nulla. O tutt'al più al divano, al telecomando, a..." (Mark Sarvas, "Harry, rivisto", 2008, Adelphi, pag. 21)
Varie ed eventuali..
All'infuori del cane, il libro è il migliore amico dell'uomo (Groucho Marx)
mercoledì 4 settembre 2013
mercoledì 3 luglio 2013
Bangkok
"A Bangkok ho sempre trovato il sorriso sui volti con gli occhi a mandorla, e l'ho avuto gratis, senza mai andarlo a cercare nel buio delle sale massaggi o dei bar. Ho trovato una natura generosa e violenta ma mai troppo aggressiva con l'uomo, ho incontrato la storia e l'arte, la religione e il dubbio. E' per tutto questo che la notte prima di ogni partenza, penso subito a quando potrò tornare" (Corrado Ruggeri, "Farfalle sul Mekong", 1994, Universale Economica Feltrinelli, pag. 245)
martedì 7 maggio 2013
La scelta del libro
"Spesso un libro ti sceglie, non lo scegli tu. Te lo trovi lì dinnanzi al naso, magari a buon prezzo, e lo compri. O ti arriva tra le mani come regalo. Ma quando lo apri senza aspettarti nulla, ti accade che dalle sue pagine ti venga incontro qualcosa che sembra scritto apposta per te in quel momento.
E infatti il libro che rileggi non è mai lo stesso. Non è la stessa cosa leggere un libro a vent'anni o a cinquanta, mentre sei in guerra o in pace, se dentro di te porti un tormento o sei sereno, se rubi la lettura di nascosto o se leggi sdraiato su un prato con il sole coperto dalle pagine. Un testo è necessariamente una mistura tra l'inchiostro visibile versato sulla pagina e quello che prende forma attraversando i tuoi occhi e depositandosi nell'anima" (Roberto Saviano, introduzione de "La linea d'ombra", 2011, I grandi della Narrativa di Repubblica, pag. 5)
lunedì 9 luglio 2012
Indignazione morale
"Malvagità, ecco cosa vuole la gente. Episodi su cui esercitare la propria indignazione morale che, come diceva De Sica, è poi fatta del due per cento di morale, del quarantotto per cento di indignazione e del cinquanta per cento di invidia" (Camilla Baresani, "Sbadatamente ho fatto l'amore", 2002, Mondadori, pag. 11)
domenica 20 maggio 2012
Lo sguardo bambino
"Si conosce tutto dell'irripetibilità dell'infanzia, come di ogni altra stagione della vita. E si sa benissimo che gli apparati retorici posti sulle età dorate velano spesso l'unica possibile verità, quella collegata con lo sguardo bambino, con l'occhio del fanciullo. Non ci sono stati i fatti, c'è stato un modo di vederli" (Antonio Faeti, "Il ventre del comunista", 1999 , Einaudi, pag. 60)
sabato 21 aprile 2012
La sciocchezza delle belle donne
"Del resto, la sciocchezza aggiunge un suo fascino particolare alla bellezza di una donna. Per lo meno mi è capito di conoscere molti uomini che la sciocchezza delle rispettive mogli mandava addirittura in visibilio, e che in essa scorgevano i segni di una infantile innocenza. La bellezza è in grado di operare degli autentici miracoli. Ogni difetto spirituale di una bella donna, invece di suscitare l'avversione, risulta estremamente attraente; lo stesso vizio in una bella donna si ammanta di grazia; ma se la bellezza si dilegua, la donna dovrà mostrarsi venti volte più intelligente del marito per guadagnarsi, -se non il suo amore, - almeno il suo rispetto" (Nicolaj Vasilievich Gogol, "I racconti di Pietroburgo",1998 , Mondadori De Agostini, pag. 59)
La confederazione delle anime
"Voglio farle una domanda, disse il dottor Cardoso, lei conosce i medecins - philophes? No, ammise Pereira, non li conosco, chi sono? I principali sono Theodule Ribot e Pierre Janet, disse il dottor Cardoso, è sui loro testi che ho studiato a Parigi, sono medici e psicologi, ma anche filosofi, sostengono una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa storia, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere "uno" che fa parte a sè, staccato dalla incommensurabile pluralità del proprio io, rappresenta un'illusione, per altro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perchè noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone. Il dottor Cardoso fece una piccola pausa e poi continuò: quella che viene chiamata la norma, o il nostro essere, o la normalità, è solo un risultato, non una premessa, e dipende dal controllo di un io egemone che si è imposto nella confederazione delle nostre anime; nel caso che sorga un altro io, più forte e più potente, codesto io spodesta l'io egemone e ne prende il posto, passando a dirigere la coorte delle anime, meglio la confederazione, e la preminenza si mantiene fino a quando non viene spodestato a sua volta da un altro io egemone, per un attacco diretto o per una paziente erosione." (Antonio Tabucchi, "Sostiene Pereira", 1994, Feltrinelli, pag. 122-123)
Iscriviti a:
Commenti (Atom)