All'infuori del cane, il libro è il migliore amico dell'uomo (Groucho Marx)



venerdì 1 aprile 2011

Il sacro timore

"Magari ci fosse la cara, vecchia paura. Il rispetto del bosco sacro, dell'acqua come principio vitale. Oggi quell'antico timore lo chiamano superstizione, se ne vergognano. Hanno la memoria corta: è grazie alla memoria della paura che questo Mediterraneo inquieto, ostile, ha imparato a sopravvivere [...] Il sacro timore non c'è più. L'assistenzialismo ha ucciso tutto, anche la percezione del degrado, e dietro a questa rimozione c'è la voglia di dimenticare una misera identità contadina. [...] Una perdita di memoria a causa della quale non vedi più nemmeno il futuro. Ti rimane addosso un oscuro senso di incertezza, cui reagisci ricorrendo all'indigestione da supermercato, ai cartomanti, agli indovini. Intanto, la vecchia paura rinnegata ne produce infinite altre - gli immigrati, la piccola criminalità, il terrorismo- perfettamente intercambiabili fra di loro." (Paolo Rumiz, "La leggenda dei monti naviganti", 2007, Feltrinelli, pag. 324)