"Tutti, più o meno, erano d'accordo che sul fatto che Piva fosse un introverso, specie quello che lo intervistarono sotto il letto. Qualcuno disse che era rimasto semplice, e continuava a mettersi le mani nel naso e a giocare a ramino col vecchio parroco. Altri dicevano che era cambiato, che era un vero despota nella squadra, e obbligava Bozzoni a mettergli lui le dita nel naso" (Stefano Benni, "Bar Sport", 1997, Feltrinelli Editore, pag. 110)