All'infuori del cane, il libro è il migliore amico dell'uomo (Groucho Marx)
lunedì 13 giugno 2011
Vittime incidentali
"Ne parlava già don Milani del 1965, nella sua formidabile Lettera ai cappellani militari: "Nella Prima guerra mondiale le vittime sono state per il cinque per cento civili e per il novantacinque militari. Nella Seconda guerra mondiale le vittime sono state per il quarantotto per cento civili e per il cinquantadue militari. Non si può già più sostenere che i civili sono morti incidentalmente. Nelle guerra contemporanee le vittime sono sempre per il dieci per cento militari e il novanta civili. Si può tranquillamente sostenere che i militari muoiono incidentalmente." La citazione che segue è il mio commento alle sue parole: "D'altra parte sai com'è: a furia di sentirsi ripetere "prima le donne e i bambini, prima le donne e i bambini", si vede che l'hanno presa alla lettera." (Lella Costa, "La sindrome di Gertrude, 2009, Rizzoli, pag. 31)
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