"Nella vita bisogna provare tutto almeno una volta, tranne le cose che proprio ci fanno schifo o che implicano uno sforzo troppo arduo o l'alzarsi presto il mattino" (Tibor Fisher, "La gang del pensiero", 1998, Garzanti - Gli elefanti, pag. 256)
All'infuori del cane, il libro è il migliore amico dell'uomo (Groucho Marx)
martedì 18 ottobre 2011
giovedì 13 ottobre 2011
La gente in gamba
"La gente veramente in gamba che ho incontrato, magari nessun'altro l'ha mai sentita nominare; essere in gamba sembra escludere la gente da incarichi importanti e dal diventare famosi. Eppure esiste. Quelli che stanno sempre lì a predicare la solidarietà verso gli altri, i fissati della beneficenza e della sollecitudine sono proprio quelli che trattano male i camerieri, trascurano i figli e sottopagano i giardinieri. Potrebbe essere che la bontà sia un po' come un naso aquilino o le sopracciglia folte" (Tibor Fisher, "La gang del pensiero", 1998, Garzanti - Gli elefanti, pag. 250)
Il significato di certe parole
"Quando la gente mi dice certe cose, ogni tanto ho la sensazione che non riuscirò veramente a capirle per molto tempo. Ci vogliono a volte dieci o vent'anni prima che certe cose che ci vengono dette rivelino tutto il loro significato. Spesso parole molto innocenti, pedestri e terra a terra ci si attaccano addosso come lappole e ci vogliono anni prima d'inciampare per caso nel passaggio segreto, prima di vedere il messaggio al rovescio, proprio come succede con le parole dei grandi" (Tibor Fisher, "La gang del pensiero", 1998, Garzanti - Gli elefanti, pag. 229)
sabato 8 ottobre 2011
La malizia delle donne
"In verità, in verità vi dico, non c'è limite alla malizia delle donne, soprattutto delle più innocenti" (Josè Saramago, "Il Vangelo secondo Gesù Cristo", 1997, ET Einaudi, pag. 26)
sabato 3 settembre 2011
Preghiera a Dio
"Ormai non mi rivolgo più agli uomini bensì a te, Dio di tutti gli uomini, di tutti i mondi e di tutti i tempi, se mai è lecito a deboli creature, sperdute nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, di ardire chiederti qualche cosa a te che hai dato tutto, a Te i cui segreti sono immutabili ed eterni. Degnati di considerare con occhi pietosi gli errori inerenti alla nostra natura! e fa' che questi errori non diventino la nostra sventura! tu non ci hai dato un cuore perchè ci odiassimo, e mani perchè ci sgozzassimo; fa' che ci aiutiamo reciprocamente a tollerare il fardello d'una vita penosa e passeggera! che le minime differenze tra le vesti che coprono il nostro debole corpo, tra le nostre lingue insufficienti, tra tutti i nostri ridicoli costumi, tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre insensate opinioni, tra tutte le nostre condizioni così sproporzionate ai nostri occhi e così simili davanti a te; che tutte le minime sfumature che distinguono gli atomi chiamati uomini non siano segnali di odio e di persecuzione! che coloro i quali accendono ceri in pieno giorno per celebrarTi, tollerino coloro i quali si accontentano della luce del Tuo Sole! che coloro i quali coprono la veste con una tela bianca per dire che bisogna amarTi, non detestino coloro i quali dicono la stessa cosa sotto un manto di lana nera! che sia la stessa cosa adorarTi in un gergo derivato da un'antica lingua o in un gergo più recente! che coloro i quali portano una veste tinta in rosso o in viola, che dominano su una particella del mucchietto di fango di questo mondo, e che posseggono alcuni frammenti arrotondati di un certo metallo, godano senza orgoglio di ciò che chiamano grandezza, e che gli altri li guardino senza invidia; perché tu sai che in codeste vanità non c'è nulla né da invidiare né da insuperbire.
Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! che abbiano orrore della tirannia esercitata sulle anime, come hanno in esecrazione il brigantaggio che con la forza rapisce il frutto del lavoro e della pacifica industria! Se i flagelli della guerra sono inevitabili, non odiamoci, non laceriamoci a vicenda in seno alla pace, e impieghiamo l'attimo della nostra esistenza a benedire in varie lingue, dal Siam fino alla California, la Tuà bontà che ci ha accordato questo attimo!" (Voltaire, "Trattato sulla tolleranza", 1763, collana "I classici del pensiero libero" del Corriere della Sera, pag. 98)
Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! che abbiano orrore della tirannia esercitata sulle anime, come hanno in esecrazione il brigantaggio che con la forza rapisce il frutto del lavoro e della pacifica industria! Se i flagelli della guerra sono inevitabili, non odiamoci, non laceriamoci a vicenda in seno alla pace, e impieghiamo l'attimo della nostra esistenza a benedire in varie lingue, dal Siam fino alla California, la Tuà bontà che ci ha accordato questo attimo!" (Voltaire, "Trattato sulla tolleranza", 1763, collana "I classici del pensiero libero" del Corriere della Sera, pag. 98)
Il diritto dell'intolleranza
"Il diritto dell'intolleranza è quindi assurdo e barbaro; è il diritto delle tigri: anzi, è anche più orribile, perchè le tigri non sbranano che per mangiare, mentre noi ci siamo sterminati per dei paragrafi" (Voltaire, "Trattato sulla tolleranza", 1763, collana "I classici del pensiero libero" del Corriere della Sera, pag. 33)
Religiosità
"Siamo abbastanza religiosi per odiare e perseguitare, ma non abbastanza per amare e soccorrere" (Voltaire, "Trattato sulla tolleranza", 1763, collana "I classici del pensiero libero" del Corriere della Sera, pag. 18)
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