All'infuori del cane, il libro è il migliore amico dell'uomo (Groucho Marx)



venerdì 1 aprile 2011

Il sacro timore

"Magari ci fosse la cara, vecchia paura. Il rispetto del bosco sacro, dell'acqua come principio vitale. Oggi quell'antico timore lo chiamano superstizione, se ne vergognano. Hanno la memoria corta: è grazie alla memoria della paura che questo Mediterraneo inquieto, ostile, ha imparato a sopravvivere [...] Il sacro timore non c'è più. L'assistenzialismo ha ucciso tutto, anche la percezione del degrado, e dietro a questa rimozione c'è la voglia di dimenticare una misera identità contadina. [...] Una perdita di memoria a causa della quale non vedi più nemmeno il futuro. Ti rimane addosso un oscuro senso di incertezza, cui reagisci ricorrendo all'indigestione da supermercato, ai cartomanti, agli indovini. Intanto, la vecchia paura rinnegata ne produce infinite altre - gli immigrati, la piccola criminalità, il terrorismo- perfettamente intercambiabili fra di loro." (Paolo Rumiz, "La leggenda dei monti naviganti", 2007, Feltrinelli, pag. 324)

giovedì 31 marzo 2011

E comunque sia...

"Un signore distinto che ho incontrato in un caffè di Castrovillari mi ha riassunto efficacemente la situazione: "Qui se non piove è un disastro; se piove, pure. E comunque sia, il governo è ladro" (Paolo Rumiz, "La leggenda dei monti naviganti", 2007, Feltrinelli, pag. 323)

La demenza senile

"Anni fa una ragazza iniziò una ricerca su un maggio. Tornò da me delusa, aveva trovato solo quattro vecchi che ne avevano sentito un'edizione quando erano bambini e non ricordavano quasi nulla. "Torna", le dissi, "e falli ricordare insieme". Lei tornò e i quattro, aiutandosi tra loro, ricostruirono 260 delle 340 quartine di cui era composto il maggio. Incredibile? Niente affatto. allora non c'era la tv ad occupare la mente. Non c'era il rumore. Non c'era il ronzio di fondo che ci obbliga a non pensare e a consumare. Sai, credo che la demenza senile non sia che un hard disk pieno." (Paolo Rumiz, "La leggenda dei monti naviganti", 2007, Feltrinelli, pag. 268)

domenica 23 gennaio 2011

Gli -ismi

"Gli -ismi sono spesso detestabili, nascondono un imbroglio. Come il ciclismo: la cosa più lontana dalla bicicletta che esista." (Paolo Rumiz, "La leggenda dei monti naviganti", 2007, Feltrinelli, pag. 118)

Esportazione della democrazia....

"L'attualità così fuorviante che non leggo più i quotidiani. Non capisci mai cosa c'è davvero dietro i fatti. Ci dicono parole come "esportazione della democrazia".  Ma nel convento altrui non si porta mai la propria regola, è un detto russo ed è una sacrosanta verità. Dovrebbero capirlo tutti. I cinesi in Tibet. Bush in Iraq. Gli italiani non parliamone, abbiamo visto in Etiopia.  Esportare la propria legge è sempre un fallimento. Ma nessuno lo dice." (Mario Rigoni Stern in Paolo Rumiz, "La leggenda dei monti naviganti", 2007, Feltrinelli, pag.72)

lunedì 10 gennaio 2011

Imparare dai classici...

"Con cento grandi libri, puoi vivere fino a novant'anni. Guarda Senofonte, la sua Anabasi sulla ritirata dei greci dall'Anatolia, in inverno. L'ho riletto da poco. C'è già tutto. Identico, nei minimi dettagli, alla storia del fronte russo. E allora ho pensato: che bisogno avevo di scrivere il Sergente della neve? Ho prodotto solo una variante sul tema. E poi Tucidide, Polibio: una meraviglia. Non un grammo di retorica. La parola "eroe" non viene usata mai. Oggi, invece, basta che cada un elicottero per avere funerali di stato..." (Mario Rigoni Stern in Paolo Rumiz, "La leggenda dei monti naviganti", 2007, Feltrinelli, pag.71)

domenica 5 dicembre 2010

La tv

Un tempo i matrimoni resistevano ai capricci. Oggi i matrimoni sono dei capricci. La società in cui siamo nati è basata sull'egoismo. I sociologi lo definiscono individualismo, mentre c'è una parola più semplice: viviamo nella società della solitudine. Non ci sono più famiglie, non ci sono più villaggi, non c'è più un Dio. I nostri avi ci hanno liberati di tutte queste oppressioni e al loro posto hanno acceso la tv. (Frederic Beigbeder, "L'amore dure tre anni", 1997, Feltrinelli, pag.102)