All'infuori del cane, il libro è il migliore amico dell'uomo (Groucho Marx)



lunedì 9 gennaio 2012

La mente costituente

"Ero giovane ed ero contento di essere deputato. Sono convinto che vi è stata allora quella che si potrebbe chiamare una mente costituente, una capacità di guardare insieme agli interessi particolari (individuali, di classe e di partito) e agli interessi generali; di guardare all'oggi e insieme anche al domani. I contrasti politici tra i partiti erano molto forti ma pur nell'evidenza di questi contrasti la Costituente riusciva a toccare un livello altro, e questo altro livello era quello della ricerca comune. Era una democrazia plurale, le differenze erano legittime, si trattava di vivere civilmente nella diversità. Come vivere il conflitto, quello era il punto chiave della mente costituente. Sostenere, come accade oggi, che lo scontro fra destra e sinistra era lacerante e metteva persino in forse l'identità nazionale, è quindi assolutamente fuori luogo. Convivere non vuol dire negare il conflitto, vuol dire saperlo vivere. E dare stabilità alle regole senza però chiuderle di fronte alla storia del futuro. Per salvare il futuro, si doveva proclamare che il conflitto, ideale o materiale, era legittimo, era un diritto." (Vittorio Foa"Questo Novecento", 1996, Einaudi Editore, pag. 211)

Nessun commento:

Posta un commento